Unire, Partecipare, Collaborare.
IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER OGNI FARMACISTA VENETO

LOGIN UTENTI

ULTIME NOTIZIE

26/01/2012

INFLUENZA: IN FORTE AUMENTO L'INCIDENZA IN VENETO. SINORA 27.000 A LETTO. COLETTO, "ANDAMENTO NELLA NORMA CI AVVICINIAMO AL PICCO"

> Dettagli

20/01/2012

Influenza: 14.500 colpiti sinora in Veneto. Coletto: andamento normale. Ad oggi nessun decesso

> Dettagli

06/01/2012

In Veneto 8,2 milioni per informatizzare i 3.427 medici di base. Coletto: modernizzazione basilare per qualità professionale e servizi al paziente

> Dettagli

30/12/2011

Assegnati obiettivi 2012 ai dg delle Ullss e aziende ospedaliere venete. Coletto: già raggiunti validi risultati ma si può migliorare ancora. Il cittadino centrale in ogni azione.

> Dettagli

> ARCHIVIO NOTIZIE

Logo Regione Veneto Logo Federfarma Italia Logo del Ministero della Salute Logo dell' Agenzia Italiana del Farmaco

L'Europa vuole la liberalizzazione delle farmacie?

No, l’Europa non ci chiede di liberalizzare il servizio farmaceutico sottolinea Federfarma.  La stessa lettera inviata il 5 agosto dalla Banca Centrale Europea, al punto 1. a), sottolinea l’esigenza di “una piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali, da applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”.  Ma se c’è un servizio pubblico quasi completamente privatizzato è quello offerto dalle farmacie: su un totale di oltre 1.300 farmacie in Veneto, 1.200 c.a. sono gestite direttamente da privati e un centinaio sono farmacie comunali  la cui gestione è comunque in parte già affidata a privati (in tutta Italia 16.500 farmacie private e 1.500 pubbliche).

«Si tratta di presidi sanitari convenzionati con il SSN, per garantire l’universalità del servizio. La convivenza tra operatori pubblici e operatori privati ha garantito un confronto positivo e una crescita complessiva del sistema – dice Marco Bacchini, portavoce di Federfarma Veneto, l’Unione dei titolari di farmacia -.  Da questo si deduce che il servizio farmaceutico è, quindi, già in linea con le richieste della BCE. Per quanto riguarda la proprietà della farmacia ricordo che la Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto la piena legittimità e validità della normativa italiana che regola il servizio farmaceutico e in questo ambito la proprietà della farmacia riservata al farmacista è un elemento di forte garanzia per il cittadino riguardo all’indipendenza professionale del farmacista. L’ingresso del capitale nella proprietà della farmacia metterebbe a rischio questa indipendenza. Si darebbe vita a forme di integrazione verticale produzione-distribuzione intermedia-distribuzione finale che potrebbero condizionare il mercato del farmaco, facendo prevalere l’interesse economico sulla deontologia professionale».  

La Corte di Giustizia, nella sentenza sulla normativa delle Asturie, ha sancito che anche la pianta organica è uno strumento di garanzia: è l’unico meccanismo in grado di garantire la presenza di farmacie in zone commercialmente non appetibili. Proprio per salvaguardare gli aspetti di tutela della salute pubblica, anche che la direttiva comunitaria sui servizi, la cosiddetta Bolkestein, ha previsto l’esclusione dei servizi sanitari, e quindi anche delle farmacie, dai processi di liberalizzazione.

«In controtendenza rispetto alle indicazioni europee vanno piuttosto le iniziative tendenti ad affidare alle strutture pubbliche la distribuzione dei farmaci a carico del SSN – continua Bacchini -. Sono molte, infatti, le ASL che svolgono l’attività di dispensazione di medicinali direttamente agli assistiti. Il risultato è un aumento incontrollato della spesa per farmaci acquistati da ospedali e ASL, con conseguente sforamento del tetto previsto e necessità di continue manovre di contenimento. Tutto questo mentre, invece, la spesa per farmaci erogati dalle farmacie è pienamente sotto controllo, anche grazie ai dati forniti dalle farmacie stesse».

Se poi si volesse realmente andare oltre nel processo di liberalizzazione già avviato nel settore della vendita dei medicinali senza ricetta, bisognerebbe seguire l’esempio degli altri Paesi europei e consentire la vendita dei medicinali di automedicazione senza la presenza obbligatoria del farmacista. Si tratta infatti di prodotti sicuri, di uso consolidato nel tempo, destinati alla cura di piccoli disturbi che già oggi possono essere prelevati in regime di self service sia in farmacia che negli esercizi commerciali. In questo modo, si potrebbe finalmente assicurare la presenza della famosa “aspirina in autostrada”, tanto ambita dai sostenitori del libero mercato e oggi impossibile da ottenere a causa dei costi legati all’obbligo della presenza del farmacista che rendono insostenibile economicamente la vendita di medicinali in luoghi quali le aree di servizio autostradali.

> Scrivi al Presidente di Federfarma Veneto